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[VIDEO] Q&A: Come Si Avvia un Business di Coaching?

Con questo post inauguriamo una serie di Q&A (ovvero di domande e risposte) per rispondere alle domande che più ti stanno a cuore sul fare business.

Se anche tu hai una curiosità specifica riguardo l’avvio di un’attività in proprio, le strategie di business, la produttività o la crescita personale, mandamela tramite questo formulario.

La prima domanda è di Deborah Forzanini che oggi compie pure gli anni: Auguroni!! 🙂

Ho visto il tuo post dove parli del tuo trasferimento a Singapore nel maggio del 2014 e di come hai iniziato partendo dalla formazione come Coach. Come hai avviato poi quello che è il tuo lavoro? E come sono andati questi circa due anni della tua attività?

Grazie Deborah per questa ottima domanda. In molti mi chiedono come ho avviato la mia attività di coaching, quindi colgo l’occasione per rispondere a te e a tutti gli altri.

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1- avere una Formazione solida

Innanzitutto, è stato necessario avere una solida formazione iniziale. Nonostante l’esperienza che già avevo come formatrice, frequentare un vero e proprio corso di coaching mi ha aperto gli occhi, poiché mi ha fornito degli strumenti specifici della professione del coach.

Se nella formazione d’aula l’accento è posto su una trasmissione di contenuti (non solo, ma in prevalenza), nel coaching l’approccio è non-direttivo, vale a dire che il coach non dà suggerimenti o consigli, ma sostiene il cliente in un percorso di scoperta personale.

Essere capaci di fare questo è una competenza essenziale nel lavoro di coaching. Consiglio quindi di formarsi, e meglio ancora di farlo presso una scuola riconosciuta dalla Federazione Internazionale di Coaching (ICF).

E una volta conclusa, continua a sperimentare nuovi approcci di coaching, senza focalizzarti su uno stile unico. Questo ti permetterà di crearti una sorta di “cassetta degli attrezzi” e di usare la strategia più adatta per la cliente che avrai davanti.

2 – fare Esperienza sul campo

Un altro aspetto che reputo fondamentale è quello di mettere in pratica le conoscenze apprese e di buttarsi nella sperimentazione, anche quando non ti senti ancora pronta.

Non sai quante volte è capitato a me di farmi le paranoie perché avevo paura di non essere capace, di non capire cosa il cliente mi diceva (quando facevo le sessioni in inglese) o di non essere all’altezza di aiutare.

Per togliere un po’ di pressione, ho proposto le prime sessioni gratis, ma sempre in maniera professionale. Nell’autunno 2014 ho creato un concorso e informato gli iscritti della mia mailing list della possibilità di vincere uno dei 3 percorsi di coaching a disposizione.

Chi voleva partecipare ha dovuto compilare un formulario indicando le motivazioni, l’obiettivo che voleva raggiungere e altre informazioni che richiedo anche oggi prima di lavorare con una cliente.

Ho estratto 3 nominativi a caso e con loro ho avviato un percorso di coaching di 6 sessioni ciascuno. Avevo paura di fallire? Sì, tantissima!! Ma fare questo mi ha permesso di acquisire fiducia in me stessa e di migliorarmi grazie alla pratica.

3 – TRattare la tua attività come un business

coachingSembra banale, ma è stato un aspetto fondamentale per far crescere il mio business. Quando avevo iniziato con la mia attività mi dedicavo in maniera incostante, quando ne avevo voglia, quando ero in vena. E avevo paura di vendere.

Ben presto mi sono accorta che per far decollare il business, avrei dovuto trattarlo davvero come tale, e non come un hobby. Questo ha significato uno shift di mentalità importante e mi ha spinta ad affrontare le resistenze che avevo nei confronti del marketing.

Ho dovuto imparare a organizzare in maniera efficace il tempo di lavoro, a misurare costantemente i progressi e a definire con chiarezza le procedure del business.

Ma non solo. Ho dovuto far fronte alle mie convinzioni limitanti legate ai soldi: inizialmente ero dell’idea che NON fosse giusto guadagnare facendo qualcosa per aiutare gli altri. Cioè, come puoi chiedere dei soldi in cambio di un aiuto sincero???

Mi sono poi accorta che se avessi continuato a pensarla in quel modo non avrei mai avuto un business e che anzi avrei dovuto ben presto trovarmi un lavoro da dipendente, e questo non mi avrebbe più lasciato energie per coacchare e per aiutare per davvero le persone.

4 – Descrivere la tua Offerta

Quando ho cominciato mi proponevo come una life coach generalista ed ero pronta ad aiutare chiunque, per qualunque cosa.

Avrai già sentito dell’importanza di definire la propria nicchia e di rivolgersi ad essa. Sono d’accordo e lo dico anche nel corso Da Zero Al Primo Cliente di Coaching in 7 Giorni che puoi scaricare gratuitamente. Però, se dovessi tornare indietro, non cambierei le cose.

Parliamoci chiaro: è utilissimo sapere chi è la tua cliente ideale, a chi vuoi rivolgerti e in che cosa la puoi aiutare. Ma – soprattutto in un’attività come il coaching – come fai a capirlo se non hai mai provato prima? Come fai a sapere chi vuoi aiutare e come, se non lo sperimenti?

Ecco, per me è stato utilissimo quel periodo in cui lavoravo con tutti. Mi ha permesso di capire che cosa preferivo e che cosa invece non mi piaceva affatto.

Ho sempre voluto fare un lavoro che mi appassionasse. Anche nella scelta di chi volevo aiutare è stato utile chiedermi “Mi appassiona lavorare su questo obiettivo? Mi appassiona lavorare con questa cliente?”.

Così ho capito che adoro aiutare le donne, soprattutto quando il loro obiettivo è di mettersi in proprio. Quindi, concediti il tempo di sperimentare, così da ottenere chiarezza su ciò che vuoi offrire, a chi, come, ecc.

5 – Definire con chiarezza i prezzi

coachingInizialmente avevo timore di comunicare i prezzi dei miei pacchetti di coaching. Da una parte avevo paura che le persone si sarebbero spaventate, dall’altro credevo di dover adattare i prezzi a seconda della cliente.

Questo generava molta confusione, non solo nella cliente ma anche in me. Quando mi trovavo a parlare di prezzi ero molto a disagio e mi chiedevo costantemente “Se lo può permettere? Non è che le sto chiedendo troppo? O forse è troppo poco?”.

Ovviamente questo non mi faceva apparire affatto convincente. Se io stesso dubitavo dei miei prezzi, come poteva la cliente crederci?

Dopo un’attenta analisi dei benefici che le clienti avrebbero potuto ottenere e dei risultati concreti che avrebbero potuto raggiungere, la svolta è avvenuta quando ho deciso di pubblicare i prezzi sul sito, nero su bianco.

È stato un atto di coraggio, un segnale simbolico che mandavo all’Universo. È stato come dire “Sì, è questo il valore che posso dare ed è questo che merito per l’aiuto che do”. Questo mi ha aiutato ad attrarre persone seriamente intenzionate a lavorare su sé stesse e di allontanare le perditempo.

6 – Fare formazione continua

Ecco, uno pensa che dopo aver investito tutti quei soldi per diventare coach, la cosa sia finita. Purtroppo o per fortuna, non è così, almeno non nel mio caso. Perché per continuare a crescere la tua attività hai bisogno anche competenze di marketing e di business.

Non ti sto dicendo di spendere migliaia di euro, anzi! Puoi iniziare semplicemente seguendo i blog di coloro che periodicamente mettono a disposizione materiale gratuito dall’altissimo valore.

Ottimi esempi nel panorama italiano sono Dario Vignali e il suo nuovo Marketers Media, oppure Giacomo Freddi (di cui consiglio vivamente tutti i corsi), o anche il sito di C+B, la casa e bottega della imprenditrici creative italiane.

In inglese puoi trovare i blog di Jeff Walker, Eben PaganEvercoach, Female entrepreneur association e naturalmente il sito della mitica Marie Forleo.

Di Marie ho seguito B-School, un programma online di 8 settimane che mi ha mostrato come sia possibile fare business in maniera etica e spirituale. Apre solo una volta all’anno e richiede un investimento non indifferente, ma lo rifarei senza esitazione. Anzi, lo rifarò l’anno prossimo e quello dopo ancora, poiché una volta iscritta hai l’accesso a vita 🙂

Con risorse gratuite o a pagamento il punto sta nel continuare a formarsi e a mettere in pratica, sempre e costantemente.

7 – Tenere duro e continuare con persistenza

Infine, cara Deborah, è necessario tenere duro e continuare con persistenza. Anche quando sembra che le cose non vadano affatto come si vorrebbe, anche quando niente sembra funzionare.

Ho cominciato a fare coaching gratis nel 2014, nel 2015 sono arrivati i primi sporadici clienti a pagamento e solo da questo 2016 vedo una maggiore regolarità nelle entrate.

Molte volte, sopratutto nel 2015, arrivavo alla sera stanca e senza energie, chiedendomi: “Ma chi me lo ha fatto fare???” Ed è proprio in quei momenti di frustrazione che è utile ricordarti il motivo per cui hai deciso di iniziare tutto questo, riconnettendoti alla tua visione e missione.

La strada davanti è ancora lunga, ma è spostando il focus dalla meta al viaggio, dal risultato finale al giorno per giorno, che riesco a godermi questa splendida avventura imprenditoriale 🙂

Le difficoltà ci saranno sempre, e più vai avanti più possono diventare grandi. Ma allo stesso tempo, crescerà anche la tua capacità di affrontarle. Tutto dipende da come decidi di reagire e di dove decidi di porre la tua attenzione.

Continua a lottare per i tuoi sogni e non mollare mai!

 

Eccoci alla conclusione di questa risposta. Per Deborah e per tutte le altre, se l’hai trovata utile non dimenticarti di condividerla e di regalarmi un mi piace su Facebook 🙂 Grazie!

E se anche tu hai una curiosità specifica riguardo l’avvio di un’attività in proprio, le strategie di business, la produttività o la crescita personale, mandamela tramite questo formulario.

Un grande abbraccio,
a settimana prossima!

Anh

p.s. Hai già dato un’occhiata al nuovo per-corso di auto-coaching Cambiare Vita e Realizzare Sé Stessi?