scuse

3 Semplici Step Per Affrontare Le Scuse

Quali sono le scuse o le bugie che ti inventi? Quelle che usi per evitare di fare quella cosa che ti costa tanto fatica, che non ti piace, che ti costa un’enorme forza di volontà? Sono stanca, non ho voglia, non è il momento giusto, ho già fatto abbastanza, la settimana prossima andrà meglio, ora non ho tempo, eccetera. Vediamo in questo articolo come affrontarle.

Oggi ho avuto la quinta sessione di coaching via skype con Angela. Sta svolgendo con me un percorso di coaching per ritrovare il suo spazio personale, dedicare tempo a sé stessa, nonché affrontare i sensi di colpa che prova di fronte ai molti doveri che lei stessa, fino a oggi, si è imposta.

Un mese fa, dopo aver approfondito quali potessero essere le cause della sua insoddisfazione, abbiamo definito assieme un personale “piano di marcia” della durata di 6 settimane, costituito da attività per crearsi degli spazi dedicati esclusivamente a lei.

Angela si è dimostrata da subito una cliente modello: volenterosa, coraggiosa e determinata a raggiungere il suo obiettivo. E così è stata per l’intero percorso di coaching. Fino a oggi.

A una settimana dalla linea d’arrivo, Angela ritiene di aver già raggiunto il 90% del risultato atteso. Tra le attività che ancora non riesce a svolgere con costanza, vi è quella di dedicare almeno un’ora a settimana per leggere una rivista in inglese o in francese, per tenere aggiornate le sue conoscenze linguistiche.

Quando le chiedo che cosa glielo ha impedito, mi risponde che ha dovuto usare il suo tempo per la preparazione dei regali di Natale.

A prima vista, la sua spiegazione sembra più che ragionevole. Tuttavia, percepisco che qualcosa non quadra, non me la sta raccontando giusta. Decido quindi di soffermarmi su questo punto.

Finalmente, dopo averle posto alcune domande per chiarire la situazione, Angela si rende conto che in realtà l’attività che avrebbe dovuto svolgere e la preparazione dei regali di Natale non hanno nulla in comune. Infatti, sono svolte in momenti diversi della giornata e non si influenzano a vicenda.

L’esempio di Angela introduce il tema di questo articolo: le scuse, o le bugie, che tu stesso ti racconti.

tired_woman

Dall’euforia all’abbandono

Quando ci troviamo a iniziare qualcosa di nuovo, siamo entusiasti e pieni di energia. Non vediamo l’ora di iniziare, ci sembra che questa euforia ci accompagnerà costantemente. Pensa a quella volta che hai deciso di iniziare un programma in palestra, oppure quando hai intrapreso una nuova dieta, o semplicemente quando hai definito i tuoi buoni propositi per l’anno a venire.

Ti suona famigliare tutto questo? 😉 Se sì, sai cosa succede il più delle volte. Dopo alcune settimane, è facile iniziare a rallentare la presa, a prendere sottogamba il compito. La motivazione inizia a calare, sei distratta da occupazioni ritenute più importanti, le vicissitudini di vita hanno sopravvento e… BAM! Smetti completamente di fare ciò che ti eri prefissata.

Ti è già successo almeno una volta, vero? Se sì, tranquillizzati: sei normale! 😉 Se tutti gli esseri umani fossero eroi con una forza di volontà di ferro, noi coach non avremmo motivo di esistere!

Essere normale, però, non significa essere condannata a una vita fatta da progetti mai portati a termine. Prima di gettare la spugna, c’è un momento specifico in cui la tua mente inizia a inventarsi delle scuse, o a farti dire delle “bugie” a te stesso. Ciò accade il più delle volte in maniera graduale, senza che tu ne abbia davvero coscienza. Tuttavia, è proprio questo il momento che può determinare la riuscita del tuo progetto. Ecco quindi un metodo per affrontare le scuse in 3 semplici step.

Step 1: Riconoscere le scuse

Se sei in grado di riconoscere per tempo queste scuse, puoi facilmente affrontarle e assicurarti il successo. Ecco quali sono le tipologie di scuse più comuni:

  • Esagerazione: ha luogo quando ingigantisci qualcosa che hai fatto, per convincerti che hai già fatto abbastanza. Tornando all’esempio della palestra, ammettiamo che il tuo obiettivo è di esercitarti 4 volte a settimana. Tuttavia, dopo le prime due volte, ti convinci di non aver più bisogno di fare gli altri due allenamenti, con la scusa di aver già “sudato sette camicie” nelle due precedenti sessioni.
  • Sostituzione: invece di fare una cosa che avevi definito, ne fai una diversa, e ti convinci che questa seconda cosa può sostituire la prima. Supponiamo, ad esempio, che tu abbia deciso di andare in palestra regolarmente. Questa settimana, però, hai già investito molte energie per pulire casa tua da cima a fondo. Decidi quindi di non andare più in palestra, con la scusa che per questa settimana la fatica investita nel far brillare la tua abitazione possa sostituire l’allenamento fisico.
  • Riduzione: avviene quando, trascorso il periodo di euforia iniziale, decidi di ridurre il tuo obiettivo, poiché credi che sia troppo ampio, troppo lontano e difficile da raggiungere. Per esempio, da una frequenza di 4 volte a settimana, decidi ora di andare in palestra solamente 1 volta, con la scusa che certamente lo sforzo fatto sia già sufficiente.
  • Omissione: si presenta generalmente a seguito di una riduzione dell’obiettivo. Nell’esempio della palestra, non solo hai iniziato a esercitarti in maniera più sporadica, addirittura qualche settimana non ci vai nemmeno un giorno. Infine, smetti di andare in palestra, con la scusa che il tuo obiettivo non sia più importante per te e che vi sono questioni più importanti che richiedono il tuo tempo.

Step 2: Capire le cause

Pensa ai buoni propositi che avevi definito per l’inizio di quest’anno. Sei riuscita a raggiungere tutti i tuoi obiettivi? Oppure hai lasciato perdere a causa di una o più di queste scuse? Se sì, ecco cosa puoi fare la prossima volta che ti troverai a confrontare una situazione simile. Innanzitutto, chiediti cosa potrebbe aver causato questa scusa, senza tuttavia soffermarti troppo su questo punto (sarà più importante investire le tue risorse a capire come affrontarla, come vedrai nello step 3).

Che cosa ti ha portato ad adottare questa scusa?

Ad esempio, tornando al caso di Angela, poiché aveva già raggiunto il 90% del suo obiettivi, è caduta nella trappola della compiacenza. La sua mente, credendo di aver già fatto abbastanza, si è adagiata. Siamo esseri abitudinari, ci piace fare ciò che conosciamo e a cui siamo abituati. Angela, dopo essersi spinta per diverse settimane oltre alla sua zona di comfort, ha inconsapevolmente deciso di “prendersi un momentino di relax”. Questa è una reazione normale, ma che deve essere gestita al meglio onde evitare l’abbandono.

Capire le cause che hanno generato le scuse ti aiuterà a essere maggiormente cosciente delle tue dinamiche psicologiche. Tuttavia, questa consapevolezza non è ancora sufficiente a prevenire eventuali future ricadute. Il prossimo step è quello più importante.

Step 3: Rimediare alle scuse

Chiarite le cause, interrogati su ciò che perderesti qualora non riuscissi a raggiungere il tuo obiettivo al 100%:

Quali conseguenze avrebbe il mancato raggiungimento del tuo obiettivo?

Nel caso di Angela, se Angela dovesse fermarsi qua e non progredire più, pensi che sarebbe contenta di NON aver raggiunto il suo obiettivo? Certamente si tratterebbe “solo” di un 10% mancante, che pur sempre mancante rimane. Ricordati che come affronti le piccole sfide della tua vita riflette il modo in cui affronti anche quelle più importanti. Saresti soddisfatto di ottenere sempre meno di ciò che avresti potuto fare?

Qualora avessi perso di vista il motivo per cui hai voluto raggiungere l’obiettivo, ribadisci a te stesso quale significato questo abbia per la tua esistenza.

Perché vuoi raggiungere questo obiettivo?

Non limitarti alle spiegazioni più logiche e razionali, ma cerca il senso profondo che in primo luogo ti ha spinta a voler cambiare qualcosa nella tua vita. Ad esempio, per Angela è importante riuscire a dedicare tempo per sé stessa, poiché questo si riflette nella capacità di ascoltare i suoi bisogni, essere in grado quando necessario di dire di NO agli altri, così come affrontare i suoi personali sensi di colpa e ridare valore a sé stessa. Tutto questo le consente di raggiungere un livello di maggiore fiducia in sé stessa, che a sua volta la aiuta ad affrontare al meglio le situazioni sia professionali sia private con le quali si confronta. Ciò le permette di sentirsi realizzata a 360 gradi, pienamente soddisfatta della sua vita.

Naturalmente, per ciascuno di noi i motivi possono essere diversi. Ciò che è fuor di dubbio è che puoi risalire alla ragione più grande che sta dietro ad ogni tuo singolo obiettivo, la tua visione, così da avere in chiaro la sua importanza all’interno del tuo disegno generale di vita.

A questo punto, il prossimo passo da compiere è identificare la volontà di fare qualcosa per evitare di perderti nelle scuse.

Che cosa puoi fare per rimetterti in carreggiata?

Impegnati per identificare le soluzioni che potrebbero aiutarti a mantenere alta la motivazione. Per esempio, puoi inventarti una gratifica di cui potrai godere solo a obiettivo completato, come spiegato nel metodo delle 3 azioni per settimana di cui abbiamo parlato recentemente. Oppure, potresti annunciare i tuoi buoni propositi sui social network, così da avere un motivo in più per non deludere te stessa e nemmeno.. i tuoi fan! O ancora, puoi chiedere l’aiuto di qualcuno che ti è particolarmente vicino, così come ingaggiare un coach professionista che saprà sostenerti nell’affrontare ogni difficoltà che incontrerai lungo il tuo cammino.

Ora tocca a te

Riassumendo, ecco quindi i 3 passaggi:

  1. Riconoscere le scuse
  2. Capirne le cause
  3. Rimediare efficacemente

Qualunque soluzione tu scelga di adottare per l’ultimo punto, ciò che conta è che tu faccia qualcosa. Commenta questo post per far sapere a tutti come hai deciso di affrontare le tue scuse.

A proposito, hai già definito i tuoi buoni propositi per il 2015? 😉 Non lasciare che pigrizia e abitudine ti riportino a dove eri prima. Dimostra a te stesso che sei in grado di farcela!!!

Thumbs up!
Anh

Crediti foto: http://andreapagliantini.simplicissimus.it e http://www.yummymummyclub.ca/

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su ThreeSixtySkills.com